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Barbara Cacciolari: reddito di libertà per donne vittime di violenza

E' un nome estremamente impegnativo, forse quasi illusorio per chi invece ha diritto di avere risposte certe ma soprattutto durature nel tempo.

La violenza perpetrata sulle donne non può essere un baluardo politico né tantomeno utilizzato per far sembrare ciò che poi non è sufficiente ad essere veramente di sostegno, soprattutto quando può essere attinto solo da poche donne rispetto alle aventi diritto e con procedure tortuose.

Già prima della pandemia, la violenza di genere rappresentava una grave emergenza sociale. Le misure di contenimento in atto dallo scorso 2020 con l’incubo del lockdown, hanno peggiorato la situazione di molte donne che si sono trovate forzatamente intrappolate tra le mura domestiche, rendendo ancora più difficile chiedere aiuto, e nonostante le tante difficoltà, quelle richieste di aiuto sono aumentate del 73%

L’obiettivo di questa iniziativa, cioè il Reddito di Libertà si traduce quindi nella volontà del legislatore di avvicinare le donne alla rete di servizi antiviolenza territoriali che dispongono di percorsi di accoglienza protetta e progetti di continuità assistenziale e di sostegno che rivestono un ruolo sempre piu’ sostanziale.

Secondo i dati ISTAT - "il 70,5% delle vittime nel secondo trimestre 2021 è stata indirizzata verso un servizio territoriale (dato in aumento rispetto al primo trimestre del 2021) e di queste l’89,5% (pari a 2.678 vittime) è stata inviata ad un Centro antiviolenza. Le richieste di aiuto durante la pandemia sono aumentate di molto: nel periodo di lockdown forzato si è verificato un notevole aumento di violenza domestica, le chiamate effettuate verso il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking hanno avuto un andamento crescente a partire da marzo 2020, arrivando a più di 15mila a fine anno 2020, con un aumento di quasi l’80% rispetto al 2019. Sono stati registrati picchi di richieste di aiuto ad aprile 2020 con +176,9% rispetto allo stesso mese del 2019, e a maggio, +182,2 rispetto al 2019. Il numero delle chiamate valide, anche nel secondo trimestre 2021 è continuato ad aumentare rispetto al precedente trimestre, anche se in maniera contenuta (8.508 chiamate valide +6,7%), mentre le vittime hanno registrato un lievissimo calo (4.243 vittime -1,5%). Nel 2020 le chiamate sono più che raddoppiate nella ricorrenza del 25 novembre rispetto all’anno precedente, arrivando a 147 contatti in un giorno, cioè +114,1 per cento rispetto al 2019.

In confronto al picco del secondo trimestre 2020 (12.942 chiamate valide e 5.606 vittime) sempre nel secondo trimestre 2021 si registra un calo sia delle chiamate valide sia delle vittime (-34% e -24% rispettivamente)".

Alla luce di quanto emerge dai dati ISTAT, le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri sui canali televisivi e social confermano la loro efficacia e unitamente al reddito di libertà sottolineano il messaggio dell’importanza della richiesta di aiuto per uscire dalla violenza.

Tuttavia i 3 milioni di euro stanziati per il Reddito di Libertà, da un semplice calcolo matematico, sembra non siano assolutamente sufficienti a coprire il costo complessivo delle donne aventi diritto perché’, allo stato attuale, sosterrebbe solo alcune centinaia rispetto alle migliaia di donne coinvolte, con il vincolo oltretutto sia di dover presentare una documentazione che attesti che si è iniziato un percorso “di emancipazione e autonomia”, difficilmente dimostrabile da chi può aver bisogno nell’immediato ed il percorso non ha avuto modo di iniziarlo, sia di aver ricevuto l’attestazione da parte del centro antiviolenza della condizione di bisogno ordinario o straordinario e urgente.

Si intuisce che la donna debba essere vittima sacrificale di comportamenti violenti in ambito familiare già da molto tempo prima e, solo se fortunata, abbia la forza, la capacità, il sostegno e il modo di rivolgersi al centro per iniziare tutto l’iter o di provvedere personalmente.

Spesso, come si evince dagli ultimi femminicidi, al contrario, tutto precipita velocemente, in pochissimo tempo, senza lasciare il tempo di fare quanto richiesto, con la drammaticità che oggi vengono uccisi anche i figli, vittime sacrificali innocenti.

Ritengo pertanto il Reddito di Liberta’ un importante tassello, valido solo se accompagnato da misure adeguate che tutelino la donna ed i figli in ogni fase pre e post allontanamento dalla casa coniugale, compresa la presa in carico del coniuge, per il quale non basta solo l’allontanamento forzato, ma anche un sostegno psichico e psicologico affinché’ si possa costruire un vero percorso di recupero che non sfoci nel femminicidio.

La ricorrenza del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, rappresenta una data significativa, mi auguro agisca sulle vittime come effetto motivazionale nella ricerca di un supporto esterno.

Numero di pubblica utilità 1522 contro la violenza sulle donne e lo stalking. 

Mai più sole.

 

Barbara Cacciolari

Vice Presidente Unionturismo

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