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Barbara Cacciolari: la protesta si tinge di nuovo di rosa

Oggi non è un 8 marzo qualunque. Non eravamo pronte a questa guerra, non lo saremo mai. 

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna! (William Shakespeare)

#8Marzo2022 …. mi riporta indietro nel tempo,per ricordare non solo le conquiste sociali, economiche e politiche, le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in ogni parte del mondo, ma soprattutto, mi riconducono ad una lucida visione della relativita’ di questa festa nelle sue declinazioni.

Perchè dire no alla violenza può sembrare scontato, ma finché ci sarà bisogno di una giornata internazionale contro la violenza sulle donne significa che i nostri NO non saranno stati ancora abbastanza.

Tutti i giorni le donne con la loro dignità, con la loro vita, le loro azioni, il loro coraggio, la loro forza lottano, resistono, protestano, accolgono e tendono la mano a chi le umilia, le offende, le uccide.

Comunque oggi non è un 8 marzo qualunque.

Non eravamo pronte a questa guerra, non lo saremo mai.

Gli ultimi due anni della nostra vita l’abbiamo trascorsa a combattere contro un nemico invisibile chiamato covid e, mentre stavamo risvegliandoci da un lungo torpore, oggi ci troviamo all’interno di unnuovo vortice, in un incubo ancor più terribile. Senza essere preparati psicologicamente per affrontarlo, tanto è lontano da ogni nostro immaginario, tanto e’ lontano dalla nostra visione della vita.

Nelle immagini forti di una guerra atroce che vede generazioni di donne in fuga che tengono per mano, in braccio ifigli, piccoli esseri innocenti ed inconsapevoli, in quelle strade riconosciamo i segni del nostro vivere, i simboli della nostra cultura occidentale. Sonodonne, figlie, sorelle, mogli, madri così simili a noi. Fino a poche settimane vivevano i nostri stessi problemi, oggi fuggono dalle loro case, con quel poco che riescono a raccogliere, lasciandosi tutto dietro, mentre quelle che scelgono di rimanere, si arruolano nella resistenza e si fanno fotografare e riprendere mentre confezionano artigianali bombe molotov, si improvvisano combattenti della resistenza con i fucili in braccio.

Sono il simbolo di un popolo che non è disposto a cedere all’invasore, fino alla fine, fino a quando ci sara’ la luce del giorno, prima delle tenebre.

La protesta contro il regime di Putin si tinge di nuovo di rosa.

Immagini ricorrono nei telegiornali di donne e i bambini arrestati che piangono dietro le sbarre, ma l’esempio più forte è rappresentato dall’attivista ottantenne sopravvissuta all’assedio di Leningrado che reggeva il cartello "Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe" mentre veniva prelevata dall’esercito russo, diventando il simbolo della resistenza contro il potere, contro chi usa la guerra ancora come esercizio di legittimazione politica e di sopraffazione.

Guerra Russia-Ucraina, oggi 8 marzo il messaggio delle donne al fronte (Adnkronos): “Siamo le donne dell'Ucraina, abbiamo messo al sicuro i nostri figli'' e ora ''ci siamo uniti ai nostri uomini e all'esercito ucraino”.

Dedico questo giorno di Festa Internazionale alle donne al fronte, a tutte quante Noi ogni giorno cerchiamo di onorare e difendere i principi della libertà, della giustizia, della pace, per un mondo pi' giusto.

STOP WAR.

 

Barbara Cacciolari

Vice Presidente Unionturismo

 

 

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