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Amianto in Rai: riconosciuto da INAIL il mesotelioma di altro dipendente.

Ora l’azione legale prosegue per il risarcimento del danno di Pasquale Russo.  

L’INAIL ha riconosciuto Pasquale Russo deceduto per malattia professionale. Questi, infatti, fu dipendente della Rai, e solo recentemente è stato rimesso il curriculum. È deceduto a 76 anni per effetto del mesotelioma pleurico. La morte è giunta dopo una lunga agonia,il 31 agosto 2020. Perciò l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, dopo aver ottenuto tale riconoscimento, ha chiesto il risarcimento del danno alla Rai, quale datore di lavoro.

Questa vicenda è solo l’ultima delle tante che riguarda i dipendenti della Rai, compresi i giornalisti. Questo riconoscimento pone nuovamente sotto i riflettori l’annosa e drammatica questione amianto, un minerale le cui fibre, se inalate o ingerite, possono causare gravi malattie respiratorie, inclusi vari tipi di cancro, come il mesotelioma. Le vittime di questo killer silenzioso sono purtroppo numerose e il picco epidemiologico si avrà nei prossimi anni. Urge pertanto agire concretamente.

Russo aveva svolto le sue mansioni per l’emittente radiotelevisiva di Stato dal 1977 fino al suo pensionamento nel 2007. Come riportato nell’esposto denuncia presentato dalla vedova, Assunta Atardo, “quale capo operaio costruttori, in falegnameria e in parte negli studi televisivi per montaggio e smontaggio relative alla realizzazione di costruzioni scenografiche per produzioni in studio ed esterno”. Ad assistere i familiari, l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto - ONA .

Dopo i decessi di Mariusz Marian Sodkiewicz (13 maggio) e del giornalista Franco Di Mare (17 maggio), entrambi per mesotelioma, la RAI Radiotelevisione Italiana S.p.A è scossa da un altro tragico evento. Cosa che evidenzia un rischio lavorativo che deve essere affrontato con urgenza. A raccontare la storia di Pasquale Russo, è la figlia Lucia. “Mio padre ha lavorato a programmi come “Avanspettacolo”, “Domenica In”, “Sotto le stelle”, “Furore”, “Blu Notte”, “Un posto al Sole” e molti altri”. Il lavoratore utilizzava amianto e materiali contenenti questa sostanza in particolare per l’allestimento delle scene.

Fino all’entrata in vigore della L. 257/92 l’amianto è stato utilizzato anche in edilizia con i prodotti in cemento amianto, detto anche eternit. Tuttavia, non aveva ricevuto alcuna informazione preventiva sui pericoli di tali materiali e sui rischi per la salute, incluso quello di sviluppare il cancro. “Quando chiedemmo a mio padre come fosse possibile che avesse amianto nei polmoni, ci spiegò che in RAI, oltre a essere presente in parte della struttura, poi bonificata, l’amianto veniva spesso utilizzato dai costruttori per diversi anni, fino a quando non fu completamente smaltito,” racconta Lucia Russo. “Ci disse, per esempio, che si usavano fogli di amianto per costruire camini da scena o per ‘tagliare le vie di fuga’. Insomma, per diverse costruzioni.” “Quanto ai controlli sanitari sui dipendenti RAI” continua Lucia, “avvenivano ogni sei mesi e comprendevano visite mediche, radiografie al torace, esami del sangue e elettrocardiogrammi. Nonostante queste procedure, mio padre non ha mai ricevuto informazioni sui pericoli dell’amianto né su eventuali problemi di salute correlati.”

A maggio 2020, Russo iniziò a manifestare sintomi come spossatezza, dolori allo stomaco e al fianco, e qualche colpo di tosse. A luglio 2020, dopo una serie di esami e una TAC, gli fu diagnosticato un mesotelioma e il 24 agosto 2020, consapevole che gli restava poco tempo, chiamò a sé i figli e la moglie, “ci ringraziò per tutto ciò che avevamo fatto e chiese di essere accompagnato con la terapia del dolore. Mio padre morì il 31 agosto 2020,” conclude Lucia. "È quanto mai opportuno e doveroso che, oltre a risarcire le vittime senza ulteriori ritardi, la Rai valuti di sottoporre a sorveglianza sanitaria tutti i dipendenti che possono essere stati esposti all’amianto e porti a termine le bonifiche” dichiara l’avv. Ezio Bonanni. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto continua il suo impegno per la bonifica di tutti i siti contaminati e la sorveglianza sanitaria. In ogni caso, è fondamentale evitare ogni forma di esposizione ad amianto. Solo così, e cioè con la prevenzione primaria, è possibile tutelare la salute, il bene più importante degli esseri umani.

Per ogni istanza di tutela è sufficiente scrivere all’associazione attraverso il sito istituzionale, e/o telefonare al numero verde 800 034 294. L’associazione interverrà con una consulenza gratuita e con l’assistenza medica e legale, se richieste. Tutti coloro che nello svolgimento del loro servizio in Rai, non esclusi i giornalisti, che hanno subito eventuale esposizione ad amianto per l’uso del minerale nella sede di Viale Mazzini, hanno diritto al risarcimento del danno. Per poter accedere alla tutela risarcitoria è fondamentale, prima di tutto, dimostrare un danno di esposizione all’amianto. Quindi, il secondo step è la domanda all’INAIL di malattia professionale e poi, infine, la domanda di risarcimento del danno. In ogni caso, con il riconoscimento della malattia professionale sussiste il diritto al prepensionamento per effetto dell’applicazione dei benefici contributivi per l’amianto. 


Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto

 

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