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Formazione 4.0: ridefinizione della disciplina

Novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 anche per il credito di imposta per la formazione 4.0, prorogato fino alla fine del 2022. Significativa estensione delle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori, restano invariate aliquote e massimali. Restano esclusi dall'incentivo i liberi professionisti. 

La Legge di Bilancio 2021 (articolo 1, comma 1064, lett. l) proroga fino al 2022 il credito d'imposta formazione 4.0 di cui all’articolo 1, commi 46-56, L. 205/2017, cosidetta legge di Bilancio 2017. Il credito d'imposta formazione 4.0 rivesta un'importanza fondamentale nel piano Transizione 4.0 che, con la proroga al biennio 2021-2022 diverrà una misura strutturale e potenziata congiuntamente al credito d'imposta per investimenti in beni strumentali, a quello per attività in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design. Esaminiamo le principali novità introdotte, che mirano a incentivare il ricorso a questa misura in quanto sino ad ora ha registrato uno scarso interesse da parte delle imprese italiane: ampliamento delle voci di spesa agevolabili, già a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, alle seguenti voci: spese del personale relative ai formatori; costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti; spese per servizi di consulenza connessi alla formazione; spese del personale e degli imprenditori relative ai partecipanti e spese generali indirette strettamente inerenti.  Il credito d'imposta formazione 4.0 rappresenta

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