Lavoro sostenibile e intelligenza artificiale: CIU Unionquadri al Forum internazionale di Venezia
Gabriella Ancora, Presidente di CIU Unionquadri, interviene al Forum Labour and Sustainability: «La tecnologia deve restare al servizio della persona, della sua dignità e del bene comune». Centrale il ruolo dei quadri direttivi nella gestione delle trasformazioni digitali.
Venezia al centro del dibattito internazionale sul futuro del lavoro
Il futuro del lavoro, le sfide dell’intelligenza artificiale e la necessità di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e tutela dei diritti dei lavoratori sono stati al centro del Forum Internazionale Labour and Sustainability, svoltosi a Venezia con la partecipazione di istituzioni, rappresentanti del mondo accademico, organizzazioni internazionali ed esperti delle politiche del lavoro.
All’importante appuntamento ha preso parte anche CIU Unionquadri, portando il proprio contributo al confronto sulle trasformazioni che stanno interessando il mercato del lavoro e sulle nuove responsabilità del management.
Il Forum, organizzato con il coinvolgimento dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, di Lavoro & Welfare, dell’International Labour Organization (ILO), dell’International Training Centre e del Comune di Venezia, ha affrontato alcuni dei temi più rilevanti per il futuro dell’economia e della società: sviluppo sostenibile, diritti dei lavoratori, salute e sicurezza, welfare pubblico e privato, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale.
Sostenibilità sociale e lavoro dignitoso: le sfide del futuro
Ad aprire i lavori è stato Marco Sgarbi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha richiamato l’attenzione sul legame inscindibile tra sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale.
Un principio fondamentale: non può esistere uno sviluppo realmente sostenibile senza un lavoro dignitoso, sicuro, adeguatamente retribuito e tutelato.
Tra gli interventi che hanno animato il confronto, quelli di Cesare Damiano, Presidente di Lavoro & Welfare, Gabriele Fava, Presidente dell’INPS, e Tiziano Treu, già Ministro del Lavoro e Presidente del CNEL, insieme a numerosi rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali.
Il dibattito ha evidenziato la necessità di ripensare i modelli organizzativi e produttivi, mettendo al centro non soltanto la crescita economica, ma anche la qualità dell’occupazione, il benessere dei lavoratori e la capacità delle imprese di affrontare responsabilmente la transizione digitale.
Gabriella Ancora: «Siamo di fronte a un bivio storico»
Particolarmente significativo l’intervento di Gabriella Ancora, Presidente di CIU Unionquadri e componente del CNEL e del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), che ha posto l’accento sulle opportunità e sui rischi connessi alla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e organizzativi.
«Siamo di fronte a un bivio storico», ha affermato Ancora, sottolineando come le nuove tecnologie possano rappresentare una straordinaria occasione per migliorare le condizioni di lavoro, ma anche introdurre nuove forme di controllo e limitazione dell’autonomia delle persone.
Da un lato, infatti, il lavoro da remoto, la robotizzazione e l’intelligenza artificiale possono contribuire a rendere le attività professionali più sostenibili, liberando i lavoratori dalle mansioni maggiormente ripetitive, alienanti, pesanti o nocive.
Dall’altro, però, emergono rischi che non possono essere sottovalutati: dalla sorveglianza digitale pervasiva alla gestione algoritmica delle prestazioni, fino al controllo intrusivo dei lavoratori attraverso strumenti tecnologici sempre più sofisticati.
«L’intelligenza artificiale non può essere considerata un fine in sé, né può diventare il criterio attraverso il quale misurare il valore dell’uomo e del suo lavoro. La tecnologia deve invece rimanere uno strumento al servizio della persona, della sua libertà, della sua dignità e del bene comune», ha ribadito la Presidente di CIU Unionquadri.
Intelligenza artificiale e lavoro: il ruolo strategico dei quadri direttivi
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il ruolo del management e, in particolare, dei quadri direttivi, chiamati ad assumere responsabilità sempre maggiori nella gestione dell’innovazione tecnologica.
Secondo Gabriella Ancora, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali richiede un management consapevole, capace di governare il cambiamento senza sacrificare i diritti e la dignità dei lavoratori.
I quadri direttivi possono svolgere una funzione determinante nel garantire che l’interazione tra uomo e macchina mantenga sempre la persona al centro delle decisioni organizzative.
Un compito che comporta nuove competenze e responsabilità: individuare e correggere le distorsioni degli algoritmi, prevenire possibili discriminazioni derivanti dai sistemi automatizzati e impedire che l’utilizzo delle nuove tecnologie determini carichi di lavoro eccessivi o forme di controllo incompatibili con il rispetto della persona.
La sfida non è soltanto tecnologica, ma soprattutto culturale e organizzativa. L’intelligenza artificiale, infatti, può contribuire a migliorare produttività, efficienza e sicurezza, ma il suo impiego deve essere accompagnato da adeguate garanzie, formazione continua e modelli di governance capaci di assicurare trasparenza e responsabilità.
In questo scenario, i quadri direttivi rappresentano un punto di raccordo fondamentale tra le strategie aziendali, l’innovazione tecnologica e la tutela del capitale umano.
Welfare, sicurezza e qualità del lavoro: una nuova idea di sostenibilità
Dal Forum di Venezia è emersa una visione della sostenibilità che va oltre la sola dimensione ambientale.
La qualità del lavoro, la salute e la sicurezza, il welfare e la tutela dei diritti costituiscono elementi essenziali di un modello di sviluppo capace di generare benessere duraturo.
Le trasformazioni tecnologiche impongono inoltre una riflessione sui nuovi bisogni di protezione sociale, sull’aggiornamento delle competenze e sulla necessità di evitare che l’innovazione accentui le disuguaglianze.
Per CIU Unionquadri, il progresso tecnologico deve procedere parallelamente al rafforzamento delle tutele e alla valorizzazione delle professionalità, riconoscendo nel lavoro non soltanto un fattore produttivo, ma una componente essenziale dell’identità e della realizzazione della persona.
CIU Unionquadri: la dignità della persona deve guidare l’innovazione
La partecipazione di CIU Unionquadri al Forum Internazionale Labour and Sustainability conferma l’attenzione dell’organizzazione verso le grandi trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche che stanno ridisegnando il mondo del lavoro.
Al centro della riflessione resta la convinzione che l’innovazione debba essere governata e orientata al benessere collettivo, evitando che le logiche dell’automazione prevalgano sul valore delle competenze, dell’esperienza e della responsabilità individuale.
In un mercato del lavoro sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale, diventa quindi essenziale promuovere una cultura manageriale capace di coniugare efficienza, sostenibilità e rispetto dei diritti.
Il messaggio portato a Venezia dalla Presidente Gabriella Ancora è chiaro: il lavoro deve continuare a essere riconosciuto come espressione universale della persona, delle sue capacità e della sua dignità.
Perché il vero progresso non consiste nel sostituire l’uomo con la tecnologia, ma nel mettere la tecnologia nelle condizioni di migliorare il lavoro e la vita delle persone.