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Contributi alle imprese operanti nei servizi di ristorazione collettiva

Arrivano le istruzioni per accedere al bonus, previsto dal decreto Sostegni-bis, a favore delle imprese che operano nel settore mense e catering che hanno subito una riduzione del fatturato nel 2020 rispetto al 2019 non inferiore al 15%. Approvato il modello, regole e fissati i termini per chiedere il contributo.

Con il Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 3 maggio 2022 arrivano le istruzioni per accedere al contributo a sostegno della ristorazione collettiva introdotto dal decreto Sostegni Bis.

L’agevolazione è riconosciuta alle imprese operanti nei servizi della ristorazione collettiva che, nell’anno 2020, hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 15 per cento rispetto al fatturato del 2019. Ai fini della quantificazione del fatturato, rilevano i ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, relativi ai periodi d’imposta 2019 e 2020.

Per le imprese costituite nel corso dell’anno 2019, la riduzione del fatturato, nella medesima misura del 15&, è rapportata al periodo di attività del 2019 decorrente dalla data di costituzione e iscrizione nel Registro delle imprese, prendendo in considerazione il fatturato registrato nel predetto periodo e il fatturato registrato nel corrispondente periodo del 2020.

Il bonus è destinato alle imprese operanti nei servizi della ristorazione collettiva, ovvero imprese che svolgono servizi di ristorazione definiti da un contratto con un committente, pubblico o privato, per la ristorazione non occasionale di una comunità delimitata e definita, quale, a titolo esemplificativo, ristorazione per scuole, uffici, università, caserme, strutture ospedaliere, assistenziali, socio-sanitarie e detentive, la cui attività, come comunicata con il modello AA7/AA9 all’Agenzia delle entrate ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1972, n. 633, è individuata da uno dei seguenti codici ATECO 2007:

  • 56.29.10 “Mense”;
  • 56.29.20 “Catering continuativo su base contrattuale”.”

Ai fini dell'ammissibilità le imprese richiedenti i contributi a fondo perduto per la ristorazione collettiva devono, inoltre, essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • risultare regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese;
  • avere sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale;
  • presentare un ammontare dei ricavi nell’anno 2019 generato per almeno il 50 per cento dai corrispettivi per i contratti per la ristorazione non occasionale di una comunità delimitata e definita;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità
    liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, con l’eccezione delle microimprese e piccole imprese, purché queste non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Sono, in ogni caso, escluse dalla possibilità di accedere ai contributi le imprese:

  • destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni;
  • che si trovino in altre condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative.

Le risorse finanziarie  sono ripartite prioritariamente in egual misura tra i tutti i soggetti che hanno validamente presentato l’istanza fino all’importo di 10.000 euro ciascuno. Le eventuali risorse finanziarie rimanenti saranno ripartite tra tutti i soggetti beneficiari a seconda del numero di lavoratori dipendenti di ciascuna impresa rispetto alla somma dei lavoratori dipendenti di tutte le imprese che hanno presentato richiesta e per le quali il contributo risulta spettante, ferme restando le condizioni del Temporary Framework attualmente vigenti. (Così, comunicato stampa Agenzia delle entrate del 3 maggio 2022)

Le domande potranno essere trasmesse dal 6 al 22 giugno 2022 utilizzando i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate o il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia. La trasmissione può essere effettuata anche da un intermediario delegato alla consultazione del Cassetto fiscale o al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche del portale “Fatture e Corrispettivi”; in alternativa il richiedente può conferire una specifica delega.

All’interno dell’istanza andranno indicati:

  • il possesso dei requisiti previsti;
  • l’assenza di cause di esclusione o ostative;
  • il numero di lavoratori dipendenti alla data del 31 dicembre 2019 necessario ai fini della ripartizione delle risorse finanziarie stanziate;
  • il rispetto delle condizioni e dei limiti del Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” e successive modificazioni;
  • l’IBAN del conto corrente intestato al soggetto richiedente il contributo;
  • il codice fiscale del soggetto, persona fisica o persona non fisica, che richiede il contributo.

 

Fonte: Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 3 maggio 2022, Decreto 23 dicembre 2021

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