L'articolo è stato letto 629 volte
Nazionale • Italia

facebook
twitter
0
linkedin share button

Imprese straniere in Italia, boom nel 2026: sono oltre 677mila, 16mila in più in sei mesi

Secondo i dati Unioncamere-InfoCamere, quasi il 12% delle imprese italiane è guidato da cittadini stranieri. Crescono soprattutto le società di capitale, mentre la Lombardia guida la classifica regionale e Prato si conferma la provincia con la maggiore incidenza di attività straniere.

L'imprenditoria straniera continua a rafforzare la propria presenza nel sistema economico italiano. Al 30 giugno 2026 sono 677.188 le imprese guidate da cittadini stranieri, con un incremento netto di 16.097 attività nei primi sei mesi dell'anno. Un risultato che conferma il ruolo sempre più strutturale dell'imprenditoria di origine straniera nel tessuto produttivo nazionale.

È quanto emerge dai dati del Registro delle Imprese elaborati da Unioncamere e InfoCamere, nell'ambito del progetto Futurae, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Unioncamere.

Nel primo semestre del 2026 sono state avviate 37.140 nuove imprese straniere, a fronte di 21.043 cessazioni, al netto delle cancellazioni d'ufficio. Il saldo positivo testimonia una capacità di iniziativa imprenditoriale che interessa numerosi settori, dal commercio all'edilizia, dalla manifattura ai servizi.

Le imprese straniere rappresentano oggi l'11,6% del totale delle attività registrate in Italia, pari a oltre un'impresa su dieci. Il 79% fa capo a cittadini originari di Paesi extra Unione europea.

Imprese straniere sempre più radicate nell'economia italiana

L'imprenditoria straniera non rappresenta più soltanto un fenomeno legato alla piccola attività commerciale o al lavoro autonomo, ma costituisce una componente consolidata dell'economia nazionale.

A dimostrarlo è anche la durata delle attività: alla fine del 2025, circa il 35% delle imprese straniere aveva superato i dieci anni di vita.

Un dato significativo, che evidenzia la capacità di una parte consistente di queste realtà di mantenere la propria presenza sul mercato, consolidare rapporti commerciali e contribuire alla continuità del sistema produttivo.

La crescita delle imprese straniere assume particolare rilievo anche nel dibattito sull'integrazione economica e sociale. L'avvio di un'attività imprenditoriale può infatti rappresentare non soltanto una possibilità di realizzazione professionale, ma anche uno strumento di partecipazione alla vita economica dei territori.

Crescono le società di capitale: +11% in un anno

Uno degli elementi più interessanti dell'indagine riguarda l'evoluzione delle forme giuridiche.

Sebbene le imprese individuali continuino a rappresentare circa il 70% delle attività straniere, il loro ritmo di crescita sta rallentando.

A registrare la dinamica più sostenuta sono invece le società di capitale, aumentate dell'11% negli ultimi dodici mesi e ormai superiori alle 160mila unità.

Si tratta di un cambiamento rilevante, che segnala una progressiva diversificazione delle forme organizzative dell'imprenditoria straniera.

Il maggiore ricorso alle società di capitale può essere letto come un indicatore di evoluzione verso strutture aziendali più articolate, anche se il dato, da solo, non permette di stabilire quanto siano aumentati investimenti, fatturati o livelli occupazionali.

Marocchini, romeni e cinesi guidano la classifica degli imprenditori stranieri

L'analisi delle imprese individuali consente di individuare le principali comunità straniere presenti nel sistema imprenditoriale italiano.

Al primo posto si collocano i cittadini marocchini, con 53.364 titolari, seguiti dai romeni con 52.541 e dai cinesi con 50.166.

Queste tre comunità rappresentano complessivamente il 32,4% dei titolari stranieri di imprese individuali.

Seguono Albania, Bangladesh e Pakistan, che insieme rappresentano il 20%, mentre Egitto, Nigeria e Senegal raggiungono complessivamente il 10,5%.

Emergono inoltre alcune specializzazioni settoriali particolarmente significative.

Gli imprenditori marocchini sono prevalentemente attivi nel commercio, con una presenza particolarmente rilevante nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Messina.

I cittadini romeni si concentrano soprattutto nel settore delle costruzioni, con una diffusione significativa nelle province di Viterbo, Torino e Cremona.

Gli imprenditori cinesi mostrano invece una forte presenza nella manifattura e nei servizi ricreativi, soprattutto in alcuni distretti produttivi del Centro Italia.

Lombardia prima per numero di imprese straniere, Toscana e Liguria ai vertici per incidenza

La distribuzione territoriale delle imprese straniere presenta differenze significative.

La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di attività, pari a 136.603 imprese, seguita da Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna.

Considerando invece il peso delle imprese straniere sul totale regionale, la classifica cambia.

La Liguria raggiunge il 17,6%, seguita dalla Toscana con il 17,1%, dal Friuli-Venezia Giulia con il 15,2% e da Lombardia ed Emilia-Romagna, entrambe al 14,6%.

Nel complesso, il Nord-Ovest concentra il 32,7% delle imprese straniere presenti in Italia e registra una crescita annua dell'1,5%.

Prato è la provincia più internazionale d'Italia

Particolarmente significativo è il caso di Prato, che si conferma la provincia italiana con la maggiore incidenza di imprese straniere.

Nel territorio pratese, il 33,7% delle imprese registrate è a guida straniera, una quota che supera ampiamente la media nazionale.

Seguono Trieste, con il 20,8%, e Imperia, con il 18,8%, che conquista il terzo posto superando Firenze, ferma al 18,7%.

A Prato risulta particolarmente forte la presenza dell'imprenditoria cinese: il 67,2% dei titolari stranieri di imprese individuali appartiene infatti a questa comunità.

Un dato che conferma il legame tra specializzazione produttiva dei territori e presenza di comunità imprenditoriali di origine straniera.

Mezzogiorno in controtendenza: imprese straniere in calo del 3,6%

Se il Nord Italia continua a registrare una dinamica positiva, nel Mezzogiorno emergono segnali differenti.

Secondo Unioncamere e InfoCamere, nel Sud le imprese straniere registrano una contrazione del 3,6% su base annua, particolarmente evidente in Campania e Calabria.

La Campania conta comunque 46.379 imprese straniere, pari all'8,1% del totale regionale, mentre la Sicilia ne registra 29.947, con un'incidenza del 6,4%.

In Puglia le imprese straniere sono 22.515, pari al 6%, mentre in Calabria raggiungono quota 13.960, con un peso del 7,7%.

Il divario territoriale evidenzia come le opportunità imprenditoriali e le condizioni economiche locali possano incidere sulla distribuzione e sull'evoluzione delle attività straniere.

Imprenditoria straniera, una componente strutturale dello sviluppo economico

I numeri del primo semestre 2026 restituiscono l'immagine di un'imprenditoria straniera ormai stabilmente inserita nell'economia italiana.

La crescita delle società di capitale, l'elevata presenza di imprese con oltre dieci anni di attività e la diffusione in numerosi comparti produttivi dimostrano come il fenomeno abbia assunto dimensioni che vanno ben oltre le tradizionali attività commerciali.

Resta tuttavia importante distinguere tra crescita numerica delle imprese e loro effettivo contributo economico, che richiederebbe ulteriori indicatori relativi a occupazione, valore aggiunto e investimenti.

In questo scenario, politiche di sostegno all'imprenditorialità, accesso al credito, semplificazione amministrativa e formazione possono rappresentare strumenti importanti per accompagnare la crescita e la competitività delle attività economiche, indipendentemente dalla nazionalità dei titolari.

Il dato più significativo rimane quello complessivo: oggi quasi un'impresa italiana su otto è a guida straniera. Una realtà che conferma quanto l'imprenditoria di origine non italiana sia diventata parte integrante del sistema produttivo del Paese.

 

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, elaborazioni su dati del Registro delle Imprese nell'ambito del progetto Futurae,



 

2021 Copyright © - Riproduzione riservata
I contenuti sono di proprieta' di FFA Eventi e Comunicazione s.r.l. - PI: 05713861218
Vietato riprodurli senza autorizzazione
Utilizzando il sito Web di Economia News, l’utente accetta le politiche relative ai cookie.
Continua