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Franco Colombo: il Decreto Sostegni, un'occasione mancata o una delusione annunciata?

Pur evidenziando gli aspetti positivi del Decreto Sostegni, i miliardi di euro stanziati vengono polverizzati in contributi risibili che non servono a migliorare la situazione. Persa l'occasione di utilizzare i 32 miliardi come garanzia per dare la possibilità alle imprese, e ai professionisti, di accedere ad un finanziamento a tasso zero a 10 anni e con un preammortamento di 2 anni per dare liquidità a quelle aziende che hanno bisogno di risorse per ripartire e investire.

E’ solo il primo di una serie di interventi a sostegno delle imprese”. Questo è il Mantra che tutti gli esponenti di Governo hanno ripetuto fino allo sfinimento per giustificare un atto che da subito è sembrato essere insufficiente nella dotazione e carente nella strategia degli interventi.

Insomma, chi si aspettava un grande intervento con finalità perequativa capace di ristorare in maniera importante i soggetti colpiti dal Covid dovrà ancora attendere anche se il Decreto Sostegni, primo dell’era Draghi, segna un importante cambio di passo rispetto i precedenti decreti Ristori.

Per evitare di essere annoverati fra la platea dei “Lamentatori professionisti” evidenziamo gli aspetti positivi che questo Decreto porta.

Primo tra tutti è che vengono superate le logiche che avevano contratto notevolmente la platea dei beneficiari dei precedenti contributi generando delle grandissime sperequazioni fra coloro che erano considerati e coloro che non lo erano ..

In particolare i requisiti richiesti dalle norme che si sono succedute nel corso del 2020 per beneficiare dei contributi statali come quello dei codici ATECO, si sono dimostrati del tutto inefficaci e incapaci di identificare interamente le filiere colpite dalla crisi economica o il parametro della riduzione del fatturato solo per una finestra temporale definita (aprile 2019 su aprile 2020) ripetuto in tutti i provvedimenti di fine 2020 che ha invece era escluso da ogni tipo di ristoro le attività stagionali.

Viene anche tolto il riferimento ai colori delle zone come requisito per poter accedere ai rimborsi, che aveva generato confusioni, esclusioni clamorose e intere zone lasciate senza nessun tipo di considerazione.

Rimane invariato il requisito del livello della contrazione di fatturato, su questo il dl Sostegni è lineare, spetterà a tutti i contribuenti con contrazione media del fatturato annuo 2019 rispetto al 2020 pari almeno al 30%.

Inoltre il decreto finalmente considera i grandi esclusi dai precedenti decreti di ristoro ovvero il mondo dei professionisti.

Ma quì finiscono gli aspetti positivi e rimangono invece di tutta evidenza quegli aspetti che mortificano le attese del mondo delle professioni.

Il gioco delle percentuali che determinano poi l’ammontare del contributo, ancora una volta lascia perplessi e vanifica i miliardi di euro che vengono polverizzati in contributi risibili che non servono a migliorare la situazione.

Le percentuali indicate, che vanno dal 60% al 20% a seconda del fatturato del beneficiario, sebbene possano sembrare elevate, molto più elevate delle precedenti, si applicano ad un ammontare assai ridotto ovvero sulla differenza tra l’ammontare medio mensile del 2020 e quello del 2019.

In parole povere quindi l’ammontare di partenza è pari ad un dodicesimo della contrazione del fatturato annuale 2019 rispetto al 2020.

Detto ciò le percentuali effettive del sostegno varieranno dal 5% (la massima) al 1.66% la minima, cifre molto lontane da quelle attese da imprese e professionisti.

Ed ora la domanda? A cosa serve un provvedimento del genere?

Non era meglio usare i 32 miliardi come garanzia (fattore moltiplicativo per 20 delle risorse quindi un fondo di garanzie erogabili per 640 miliardi) per dare la possibilità alle imprese e ai professionisti di accedere ad un finanziamento a tasso zero a 10 anni con un preammortamento di 2 per dare liquidità a quelle aziende che hanno bisogno di risorse per investire in progetti innovativi, in ricerca, in risorse umane, in modo da creare le occasioni di sviluppo e crescita che sono le uniche che possono portarci fuori dalla prossima Pandemia che sarà peggiore del Covid: La crisi Economica e del Lavoro.

Sottostima sarebbe un errore peggiore dell’aver sottostimata l’emergenza sanitaria.

 

Franco Colombo

Imprenditore

Presidente FILASC

 

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