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Barbara Cacciolari: siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni

Così molti Paesi ci portano via i turisti – persino i turisti – perché non siamo stati capaci di rispondere agli attacchi del male ed ai ritardi delle ditte farmaceutiche. 

Erasmo, il sogno italiano, il futuro negato ed il mercante di Venezia

William Shakespeare nel The Merchant of Venice scrive: “Se il fare fosse facile come il sapere ciò che è bene fare le cappelle sarebbero state chiese e le catapecchie dei poveri palazzi di principi”; ed aggiunge: “Se ci pungete, non sanguiniamo, e se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non moriamo? E se ci fate torto, non ci vendicheremo? ”; poi, ne “ La tempesta” avverte: “Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”. Prima o poi, bisognerà dare un senso a ciò che sta accadendo perché ora stiamo solo sperando di uscire dal tunnel. Prima o poi, qualcuno ci spiegherà come sia stato possibile che l’Italia si sia fatta trovare impreparata dinnanzi al virus.

Troppo alto è stato il prezzo pagato sia in termini di vita che di futuro negato ai nostri figli per dare la colpa agli accidenti del destino. Questa guerra non ha solo dei martiri ma anche dei colpevoli: troppe le occasioni perdute per la sanità pubblica del nostro Paese. Troppe speranze mortificate, troppe vite strappate, troppi silenzi hanno avvolto i misteri di scelte sbagliate. E’ saltata la saldatura tra lo Stato e le Regioni come se esse non fossero a loro volta Stato promanante dalle Autonomie locali, le voci del territorio. Si è scavato un fossato tra centro e periferia senza sviluppare i livelli di partecipazione degli Enti locali. Così molti Paesi ci portano via i turisti – persino i turisti – perché non siamo stati capaci di rispondere agli attacchi del male ed ai ritardi delle ditte farmaceutiche. E poi ci sono le incongruenze: i trasporti affollati ed i ristoranti aperti alle 12.00 ma chiusi di sera. Abbiamo festeggiato in totale distanziamento i 1600 anni di Venezia: una tristezza toccare con mano tanta solitudine in piazza San Marco. Adesso, Venezia deve ricordare la grande lezione di Marco Polo, aprirsi al mondo con una rinascita culturale ed annunciare la storia di un luogo di cerniera tra Oriente ed Occidente. Anche l’Italia merita di più, altro che lo spettacolo dei sapienti che poi non aggiungono mai nulla di nuovo. Bastava mettere in fila il buon senso e le ragioni della verità: se gli anziani sono i più colpiti bisognava vaccinarli per primi ignorando i soliti noti. Così non è stato ed il piano vaccinale si è avviato con grave ritardo. In Italia, si sa, è sempre difficile trovare un responsabile anche se reo confesso. L’egemonia dello Stato si è confusa con le mosse dei soliti furbetti, malgrado il grande esempio di solidarietà del Corpo Sanitario e dei Volontari, lasciando il popolo italiano nell’attesa angosciosa del vaccino.

Scrive Erasmo da Rotterdam nella “Formazione del Principe cristiano” (VI Dell’istruire e dell’emendare le leggi, 1-7, 20-25): “Dunque, si sia più rigorosi nel punire la violenza inflitta al povero piuttosto che l’offesa fatta al ricco”. Ed ancora: “Molte leggi furono istituite per il meglio ma poi la malvagità dei funzionari le ha distorte. Non c’è nulla di più pericoloso d'una buona legge piegata ad un uso malvagio”.

L’Italia è comunque forte, ce la farà e forse il Governo vorrà ascoltare le proteste che si levano dalle piazze del Paese: la gente, il nostro popolo onesto e capace chiede solo di poter lavorare, di poter mettere il pane in tavola magari anche senza il companatico, ma tutti i giorni e per tutti arginando le diseguaglianze e le crescenti povertà che umiliano intere generazioni, negando il futuro ai nostri figli.

La crisi occupazionale segnala ed aggrava la pandemia economica

I numeri, ancora i numeri parlano chiaro e definiscono il perimetro di una crisi pandemica che ha sconvolto l’economia italiana, oltre alla terribile ecatombe che ogni giorno fa salire il numero dei morti. Mentre la finanza “creativa” continua a pesare sui movimenti della borsa e degli affari, la politica non riesce a tamponare il tremendo vuoto occupazionale: dal febbraio del 2020 a quello del 2021 le persone che lavorano sono diminuite da 23.142.000 a 22.197.000, come dire 945 mila occupati in meno. Gli inattivi, inoltre, sommano a 717.000. La rilevazione dell’ISTAT evidenzia un calo del lavoro giovanile vicino al 15% e le prospettive non sono certo incoraggianti. Ottimo il piano Brunetta per l’assunzione nella Pubblica Amministrazione di almeno 150.000 giovani e bisogna sperare che questo meritevole progetto volto a svecchiare la macchina statale non trovi i soliti ostacoli politici e burocratici. Sentiamo spesso parlare di “debito buono” e di “debito cattivo”: immettere energie fresche nei gangli dell’apparato statale non può che configurare scelte positive per il futuro che conta, quello dei nostri figli. Certo, va benissimo il reddito di sostegno – chiamatelo come volete – per chi si trova nelle ristrettezze ed immerso nelle nuove povertà, ma la misura principe è quella di spalancare con ogni mezzo le porte del lavoro a più gente possibile, anche in vista dello sblocco dei licenziamenti.

Dal lavoro e solo dal lavoro riparte la speranza degli Italiani!

 

Barbara Cacciolari

Vice Presidente Unionturismo

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