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Imprese femminili: le under 35 trainano nascita nuove attività

A fine marzo le imprese femminili superano il milione e 330mila, pari al 21,97% del totale del sistema produttivo nazionale.  

A partire dalla formazione del Governo Draghi, quando per lo scarso numero di donne ministro, soltanto un terzo del CdM, la “questione femminile” è ritornata di grande attualità e di crescente appeal mediatico, torna preponderante il tema della presenza femminile nel mondo del lavoro.

Non soffermiamoci però sulle quote rose e se queste siano oggi davvero la sola via per mettere le donne, ancora oggi una delle categorie più vulnerabili in caso di crisi, in condizione di combattere ad armi pari con il sesso maschile, a partire dalla disparità di salario che, purtroppo, vede l’Italia essere posizionata in Europa in fondo alla classifica.

Difficile non essere d’accordo sul fatto, richiamato anche dal Premier, che devono essere  garantite parità di condizioni competitive tra generi, puntando anche al naturale superamento delle quote rosa.

Nonostante i tanti problemi a cui vanno incontro le donne che si affacciano per la prima volta sul mondo del lavoro, fanno ben sperare i dati resi noti dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, che evidenziano un continuo crescere di nuove imprese femminili nel nostro Paese. 

Sono le giovani imprenditrici con meno di 35 anni a determinare la crescente presenza di imprese a trazione femminile, registrando un aumento dell’8,1% nel primo trimestre del 2021 rispetto all’anno precedente. 

Segno questo anche di un nuovo approccio verso il mondo del lavoro da parte delle nuove generazioni rispetto al passato, tanto che infatti le over 35 si dimostrano ancora poco propense a mettersi in proprio. 

Arrivano segnali positivi, seppure timidi, anche per quanto riguarda la nascita di nuove imprese femminili, con le nuove 26.299 del primo trimestre rispetto alle 26.044 dello stesso periodo di un anno fa, quando si è registrato il dato più basso dal 2015. 

Dati incoraggianti quindi, ma che fanno capire come ci sia ancora molto da lavorare, da un punto di vista principalmente culturale, se consideriamo che nel primo trimestre di quest’anno l’incremento percentuale delle nuove imprese guidate da donne continua ad essere ben inferiore a quello delle imprese maschili (1% a fronte del 9,5%).

 

Massimo Maria Amorosini

Direttore Responsabile Economia News

 

Fonte: Unioncamere

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