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Anagrafe Nazionale Popolazione Residente: al via dal 15 novembre

Diversi i vantaggi per i cittadini dalla cosiddetta "anagrafe digitale", quando funziona.

E’ vero, quando ho visto le immagini del nostro Presidente della Repubblica scaricare il primo certificato digitale attraverso la piattaforma "Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente”, sono stato felice. Felice di vedere che l’Italia procede nella direzione di ammodernamento della nostra pubblica amministrazione, cercando così di portarla al passo dei tempi. Lo fa rendendo così più facile la vita ai cittadini che potranno scaricare ben 14 certificati per proprio conto, o anche per un componente della propria famiglia, senza dover più avere bisogno di recarsi allo sportello e di perdere spesso giornate intere, come spesso succede in alcuni uffici comunali di grandi città italiane.

Questi i certificati che si possono ottenere: 

  • di nascita; 
  • di matrimonio; 
  • di Cittadinanza; 
  • di Esistenza in vita; 
  • di Stato civile;
  • di Stato di famiglia;
  • di Residenza; 
  • di Residenza AIRE; 
  • di Residenza in convivenza; 
  • di Stato di famiglia AIRE; 
  • di Stato di famiglia con rapporti di parentela; 
  • di Stato Libero; 
  • di Unione Civile; 
  • di Contratto di Convivenza.

Ma cosa succede se il servizio non funziona? Due sono le cause che potrebbero verificarsi, con risvolti però molto differenti. Per una delle due basta soltanto attendere che il proprio comune di residenza, o di iscrizione all’AIRE, faccia gli ultimi adempimenti per poter essere presente in ANPR

Al 15 novembre mancano solo 56 Comuni da inserire nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente:

  • 9 in Basilicata
  • 18 in Calabria
  • 12 in Campania
  • 5 in Lazio
  • 1 in Liguria
  • 2 in Lombardia
  • 1 in Puglia
  • 5 in Sicilia
  • 1 in Toscana
  • 1 in Trentino Alto Adige
  • 1 in Veneto

Altra storia invece, ahimè, quando non è possibile accedere al servizio anche se il proprio comune è già in ANPR. In questo caso “potrebbe” esserci una anomalia nei propri dati e per questo motivo la piattaforma non riesce ad individuare in modo univoco la propria scheda anagrafica. Al rappresentarsi di questa ipotesi il portale ti consiglia di default di rivolgerti al tuo comune di residenza (o di iscrizione all'AIRE) per avere maggiori informazioni

E qui inizia l’epopea.

Come faccio spesso quando sono di fronte a qualcosa che ancora non conosco, ho accolto con entusiasmo la novità con la bramosia di sperimentare il nuovo servizio. E qui la sorpresa, quando ho avuto il piacere (?) di sperimentare per voi questa seconda ipotesi di non funzionamento.

Ho provato, come consigliato, a rivolgermi al mio comune di residenza, Napoli, per avere maggiori informazioni, ma, essendo un lavoratore “fuori sede” e con conseguenti difficoltà a recarmi personalmente presso gli uffici (ma servirebbe davvero?), ho consumato oltre due ore nel provare senza successo a contattare telefonicamente ogni numero possibile del comune, ed anche della mia municipalità, alla ricerca di una “voce amica” che potesse almeno rispondere al telefono. Non dico sapermi dare le “maggiori informazioni” come consigliato dall’ANPR, ma almeno sentire che dall’altra parte c’è qualcuno. Risultato ottenuto, un silenzio tombale.

Si lo so, non sono il Presidente della Repubblica … ma se fosse successo a Lui?

 

Massimo Maria Amorosini

Direttore Responsabile

Economia News

 

 

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