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Sicurezza nei luoghi di lavoro

Se ne è parlato al CNEL durante la presentazione del Registro Nazionale per la Sicurezza, un innovativo strumento per ridurre gli infortuni sul lavoro e alimentare il comune desiderio di dare vita ad una cultura diversa in tema di sicurezza.

Nella splendida cornice del parlamentino del CNEL a Villa Lubin, si è riunito lunedì 6 febbraio un parterre di relatori di eccezione per confrontarsi sul delicato e sempre attuale tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, partendo dalla presentazione del Registro Nazionale per la Sicurezza.

Uno strumento innovativo, realizzato dalla Federazione dei Professionisti, per ridurre gli infortuni sul lavoro e alimentare il comune desiderio di dare vita ad una cultura diversa in tema di sicurezza del quale si sentiva il bisogno, per completare le iniziative finalizzate alla prevenzione, e di cui tutti i partecipanti hanno colto ed evidenziato il grande potenziale. I lavori, moderati dal direttore di Economia News Massimo Maria Amorosini, sono stati aperti con un minuto di raccoglimento per le vittime del sisma che ha colpito Turchia e Siria, e con la proiezione di un video particolarmente forte emotivamente che riassume come non si possa e non si debba più morire sul lavoro, e di quanto ci si debba tutti impegnare in tal senso. Dopo i saluti istituzionali del CNEL, affidati al Consigliere Francesco Riva, il Presidente di FDP Gian Paolo Venezia ha illustrato agli altri relatori, ed al numeroso pubblico di addetti ai lavori che ha affollato gli scanni del parlamentino, il funzionamento di questo strumento che nasce dalla profonda conoscenza della materia e dalla vicinanza con lavoratori, aziende, enti e professionisti.

Il Presidente del CIV INAIL Guglielmo Loy ha presentato e commentato i dati forniti dall’INAIL sugli infortuni e i decessi sul lavoro nel 2022, evidenziando come le risorse messe a disposizione dall’Istituto per fare prevenzione potrebbero essere maggiori se solo la politica si impegnasse in tal senso e sbloccasse quanto accantonato ogni anno dall’INAIL.

Il Direttore Area Sicurezza di Confindustria Fabio Pontrandolfi ha evidenziato come il nostro sistema normativo sembra voler creare contrapposizioni tra datore di lavoro e lavoratore, e che bisognerebbe snellire le norme e premiare le aziende che ottemperano agli obblighi di legge. Il Segretario Confederale UGL Vincenzo Abbrescia nell’affermare che in molti casi gli infortuni avvengono in aziende di piccole dimensioni, e soprattutto in aziende che sono in appalto o in subappalto, ribadisce che bisogna intervenire per rafforzare la prevenzione, anche attraverso idonee banche dati, e rafforzare i controlli per fermare l’inaccettabile strage dei lavoratori. Per la Presidente CIU Unionquadri Gabriella Ancora è importante tenere un faro sempre acceso sul problema della sicurezza sul lavoro, sia in Italia che in Europa. E di Europa ha parlato il Consigliere del CESE Maurizio Mensi che ha confermato che la sicurezza e la salute sul lavoro è uno degli aspetti più importanti della politica dell’UE in materia di occupazione e affari sociali.

La Presidente del Consiglio Nazionale Giovani Maria Pisani, intervenuta da remoto, ha affermato che sono troppi gli infortuni sul lavoro, spesso mortali, legati ai giovani e che potrebbe essere importante prevedere percorsi di istruzione di base sulla salute e sicurezza fin dai primi anni scolastici. I dati Inail relativi agli infortuni sul lavoro nel 2022, con oltre 652 mila incidenti e di questi 1090 con esito mortale, e la novità rappresentata dal Registro Nazionale della Sicurezza, sono stati al centro degli interventi delle rappresentanti della politica l’onorevole Debora Serracchiani del Partito Democratico e la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni. I due interventi, entrambi approfonditi e ricchi di suggestioni, considerazioni e proposte, hanno messo in risalto come soprattutto su un argomento così delicato che rappresenta, con i suoi numeri allarmanti e drammatici, una vera e propria piaga sociale, non ci sono divisioni ma anzi si può e si deve lavorare tutti insieme per il bene comune.

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