Vittime del dovere, stop ai dinieghi: la Cassazione apre agli indennizzi per tutti i figli
Principio affermato per il caso Concu, destinato a incidere su migliaia di famiglie: riconosciuti i benefici anche ai figli economicamente autonomi.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di Claudio Concu, figlio di Daniele Concu, elettricista della Marina Militare già riconosciuto vittima del dovere, annullando la sentenza della Corte d’Appello di Brescia che aveva negato i benefici ai figli non fiscalmente a carico. La decisione segna un punto di svolta e introduce un principio destinato ad avere effetti su numerosi casi analoghi.
La Suprema Corte ha infatti stabilito che i benefici previsti per le vittime del dovere spettano anche ai figli economicamente autonomi, superando definitivamente l’interpretazione restrittiva adottata nei precedenti gradi di giudizio.
Cosa ha stabilito la Cassazione
Con ordinanza pubblicata il 17 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha accolto il quarto e quinto motivo di ricorso, cassando la decisione della Corte d’Appello e rinviando alla stessa, in diversa composizione, per un nuovo esame.
Il principio di diritto affermato è chiaro: a decorrere dal 1° gennaio 2008, l’assegno vitalizio e lo speciale assegno previsto dalla normativa sulle vittime del dovere spettano anche ai figli non fiscalmente a carico al momento del decesso.
Secondo i giudici, la Corte territoriale aveva errato nel negare i benefici sulla base dell’assenza del requisito del carico fiscale, in contrasto con l’interpretazione fornita dalle Sezioni Unite della Cassazione nel 2025.
Il caso in breve
Daniele Concu prestò servizio nella Marina Militare tra il 1951 e il 1955 come elettricista navale. Durante il servizio fu esposto a condizioni estremamente gravose, tra cui interventi in ambienti contaminati e situazioni di emergenza, che causarono gravi patologie all’apparato cardio-respiratorio.
Nel 2014, il Tribunale di Oristano lo aveva riconosciuto vittima del dovere, accertando il nesso tra le condizioni di servizio e le patologie contratte, e soprattutto le particolari condizioni ambientali e operative eccedenti l’ordinarietà. È infatti questo il presupposto che la Marina Militare cercava di negare, e che sta ora tentando di negare, dopo la morte del militare.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 2020, i figli avevano richiesto i benefici previsti dalla legge. Tuttavia, il Tribunale di Mantova prima e la Corte d’Appello di Brescia poi avevano rigettato la domanda, ritenendo determinante la mancanza del requisito del carico fiscale al momento del decesso.
La Cassazione ha ora ribaltato questa impostazione, riaprendo la strada al riconoscimento dei diritti per i familiari.
Le dichiarazioni
“Questa decisione mette fine a un’ingiustizia evidente: non si può negare un diritto a un figlio per una questione puramente formale come il carico fiscale. Qui parliamo di persone che hanno pagato con la salute e con la vita il loro servizio allo Stato. La Cassazione ristabilisce un principio di civiltà: il sacrificio di un servitore dello Stato non può essere riconosciuto a metà. Ora ci aspettiamo che questo orientamento venga applicato senza più ostacoli”, afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Le prossime azioni: prosecuzione del giudizio
“Il giudizio tornerà ora davanti alla Corte d’Appello di Brescia, che dovrà attenersi al principio stabilito dalla Cassazione. Restano inoltre aperte ulteriori azioni per il pieno riconoscimento dei diritti della famiglia, sia sul piano previdenziale sia su quello risarcitorio”, così precisa Francesca Piredda, del coordinamento ONA per la tutela legale dei lavoratori esposti ad amianto.
La decisione assume rilievo generale, poiché supera definitivamente una lettura restrittiva della normativa e rafforza la tutela dei familiari delle vittime del dovere, riconoscendo il diritto ai benefici anche in assenza del requisito fiscale.
L’azione di risarcimento danni per la morte di Concu Daniele
Continuano le azioni innanzi il Giudice amministrativo per il risarcimento danni iure hereditario. Inoltre è in corso anche il giudizio civile per il risarcimento dei danni da lutto e perdita parentale, subiti dai congiunti. La morte del militare ha infatti determinato un vero e proprio trauma nella vedova, che poi è venuta a mancare, e poi per gli orfani. Quindi l’Osservatorio Vittime del Dovere e l’Osservatorio Nazionale Amianto proseguono l’azione di tutela dei familiari di Concu Daniele.
Sportello ONA per il riconoscimento del prepensionamento amianto e della rivalutazione della pensione
Lo sportello amianto dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere si avvale del pull legale guidato dall’Avv. Ezio Bonanni, e di cui fanno parte anche l’Avv. Veronica Scigliano, l’Avv. Lidiana Belfiore, l’Avv. Giorgia Cicconi e la Dott.ssa Federica Pacca. Grazie a questo strumento importante, è possibile usufruire dell’assistenza medica e legale. L’assistenza gratuita è fornita con il numero verde 800 034 294, oppure on-line, scrivendo all’indirizzo e-mail: osservatorioamianto@gmail.com oppure collegandosi al sito ONA.
Così, in questo modo, tutti i cittadini potranno essere informati dei loro diritti e opportunamente assistiti.
Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto