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Tutela della salute nei siti di interesse nazionale

Sorveglianza sanitaria, osservazione clinica e principio di precauzione nell’area SIN di Crotone. Azione dell’ONA al fianco dei cittadini e del personale sanitario

Si è tenuta lo scorso 30.01.2026, presso la Sala Jole Santelli della cittadella della Regione Calabria la prima conferenza regionale amianto ‘Amianto e altri rischi cancerogeni in Calabria’. L’evento si è tenuto per iniziativa e sollecitazione di ONA -Osservatorio Nazionale Amianto, e del suo Presidente Avv. Ezio Bonanni. ‘La tutela della salute nei territori riconosciuti come Siti di Interesse Nazionale per contaminazione ambientale impone un approccio fondato sulla responsabilità clinica, sul principio di precauzione e sul rispetto del Giuramento di Ippocrate’, così dichiara Bonanni.

Tutela dei diritti

La tutela dei diritti, prima di tutto quelli previdenziali, tra i quali la rendita INAIL e anche il prepensionamento INPS, nel caso di danni da amianto e/o esposizione professionale ad amianto. Questo per coloro che sono stati esposti nel SIN di Crotone, ex dipendenti Montedison e dunque ENI, e in Calabria in particolare per esposizione ad amianto nella manutenzione e fabbricazione dei rotabili ferroviari. L’azione dell’ONA in Calabria è svolta in tutto il territorio, con sedi in tutte le province (Crotone, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia), e anche con lo sportello nazionale, raggiungibile al numero verde 800 034 294, oppure scrivendo al sito ONA. 

Il ruolo dei medici volontari

Importante il ruolo dei medici volontari, tra i quali il Dott. Pasquale Montilla. Proprio quest’ultimo ha ribadito che in tali contesti, l’attività di osservazione clinica e di sorveglianza sanitaria attiva non può essere ridotta a una facoltà opzionale, senza alcun “allarmismo”, bensì nel ruolo concreto svolto dai sanitari, tutti i sanitari, nessuno escluso, come peraltro ribadito dallo stesso Avv. Ezio Bonanni. Nel corso dell’evento, Bonanni ha espresso ammirazione e stima per tutti i medici calabresi e italiani impegnati in prima linea nella tutela della salute che è diritto costituzionale. 

Sito di interesse nazionale

L’area di Crotone è formalmente riconosciuta come Sito di Interesse Nazionale. In questo quadro, come sottolineato dal dott. Montilla, la presenza di rischio ambientale accertato rafforza l’obbligo di tutela della salute pubblica e rende imprescindibile l’indagine clinica individuale e osservazionale sui pazienti, in particolare oncologici, residenti o lavoratori del territorio. La sorveglianza sanitaria, comprensiva di un’anamnesi approfondita che tenga conto non solo dei fattori clinici ma anche di quelli lavorativi e ambientali, rappresenta parte integrante dell’atto medico.

Attività di osservazione clinica

Secondo il dott. Montilla è fondamentale proprio l’attività di osservazione clinica, in particolare nel SIN di Crotone, come in tutti gli altri SIN, e al tempo stesso la prevenzione primaria, cioè la bonifica. Tuttavia non può essere tralasciata la ricerca scientifica, e la necessità che sia supportata. In questo contesto non è necessario dover effettuare preventivamente delle pubblicazioni scientifiche, in quanto la lesività delle esposizioni anche a metalli pesanti è già oggetto di precedenti pubblicazioni scientifiche e unanime consenso scientifico. In chiave di efficacia della terapia oncologica è chiaro che oltre ai protocolli, e a quanto risulta dalle pubblicazioni scientifiche, si deve tener conto di ogni singolo paziente e del caso concreto, tanto più specifico come nel caso che riguarda il SIN di Crotone e gli altri SIN. 

I casi trattati

Nei casi trattati, compresi quelli che riguardano i militari nelle missioni, tra cui quelle nei Balcani/ex Jugoslavia, si è assistito a contaminazione con metalli pesanti. In questi casi, poche sono le pubblicazioni scientifiche, ma l’incertezza scientifica sul nesso di causalità, non può tramutarsi nel negare i diritti, come ha ribadito l’Avv. Ezio Bonanni. Ciò anche alla luce delle più recenti sentenze, compreso Consiglio di Stato, in composizione plenaria, numeri da 12 a 15 del 2025. 

Seppure il mesoteliomaha nell’amianto il suo unico agente eziologico, le esposizioni alle nanoparticelle in ferro e altri metalli pesanti hanno capacità di potenziare l’effetto dell’amianto. Questo dato è emerso anche nell’incontro di studio del 30.01.2026, era stato già oggetto di pubblicazione, proprio a firma di Ezio Bonanni e Giancarlo Ugazio: “Patologie ambientali e lavorative - MCS - Amianto & Giustizia”, ed. Minerva Medica, 2011.

Cosa dicono i dati

Quindi i dati emersi dalle attività dell’ONA e del gruppo clinico di supporto dei medici volontari, in linea con quanto oggetto della ricerca, ha trovato ulteriore conferma. Fu proprio il compianto Giancarlo Ugazio, Professore ordinario di patologia generale, della Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, per più di 30 anni, a far emergere questo sinergismo e potenziamento, anche moltiplicativo. 

Il dott. Montilla rimarca il fondamento etico e costituzionale dell’agire medico. “Il medico risponde alla propria coscienza professionale, al Giuramento di Ippocrate e all’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse primario della collettività – prosegue Montilla – in presenza di segnalazioni sanitarie, l’intervento clinico non è una scelta discrezionale, ma un obbligo giuridico e morale finalizzato esclusivamente alla protezione della salute dei cittadini”.

Gli organismi tecnico-scientifici

Il contributo degli organismi tecnico-scientifici nazionali è essenziale per il supporto alle istituzioni, ma non sostituisce né può limitare l’atto clinico individuale, la ricerca osservazionale indipendente e l’autonomia professionale del medico. La medicina si fonda sulla pluralità delle competenze, sull’osservazione diretta e sulla responsabilità verso il paziente.

È necessario, peraltro, passare per i medici dalla diagnosi e cura e dalla sola sorveglianza all'advocacy dove con questo termine si intende il sostegno decisionale offerto ai decisori politici attingendo alle evidenze scientifiche. Il medico per l'ambiente può assumere, se necessario, atteggiamenti critici costruttivi nei confronti di enti o istituzioni che a volte opera distorsioni o addolcimenti delle evidenze scientifiche, come già indicata dal 2006 da progetto congiunto Documento Ambiente ISDE e FMNOCeO. 

In tutti i siti di interesse nazionale, secondo i medici dell’ONA, la tutela della salute non può essere rinviata né compressa. L’indagine clinica rappresenta applicazione concreta del principio di precauzione e prevenzione e strumento essenziale per evitare ritardi nell’individuazione del danno sanitario, con conseguenze particolarmente gravi per lavoratori e cittadini esposti. Ogni attività svolta in questo ambito è ispirata esclusivamente alla cura dei pazienti e alla prevenzione, che costituiscono la funzione primaria dell’atto medico.


 

Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto

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